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Mercato immobiliare 2024: quanto incide la classe energetica sull’aumento dei prezzi?

Marta Forcelladi Marta Forcella· 23/08/2026 13:15
Mercato immobiliare 2024: quanto incide la classe energetica sull’aumento dei prezzi?

Negli ultimi mesi il mercato immobiliare italiano continua a registrare dinamiche interessanti: i prezzi delle abitazioni non scendono, anzi in molti contesti tendono a consolidarsi. Tra i fattori che stanno influenzando le valutazioni, la classe energetica della proprietà emerge sempre più come discriminante decisiva. Ma quanto incide realmente sulla formazione del prezzo finale? E quali opportunità offre ai proprietari consapevoli?

La classe energetica come nuovo parametro di mercato

Chi ha comprato casa negli ultimi cinque anni ha imparato a conoscenza bene l'Attestato di prestazione energetica. Questo documento, obbligatorio dal 2009 per qualsiasi transazione immobiliare, classifica gli edifici da A4 a G in base al loro fabbisogno energetico annuale. Non è solo una formalità burocratica: per le agenzie immobiliari, i bonifici online e gli istituti di credito, la classe energetica è diventata un vero parametro economico.

Nel 2024 la situazione si è accentuata ulteriormente. Una proprietà in classe A costa mediamente il 15-20% in più rispetto a una identica in classe D, secondo quanto riportato dai principali osservatori del mercato. In zone ad alta domanda come Milano, Bologna e Torino lo scarto può raggiungere anche il 25%. Per una famiglia che cerca casa alle porte di una grande città, questa differenza rappresenta decine di migliaia di euro.

Perché gli acquirenti premiano le abitazioni efficienti

Le ragioni sono molteplici e ben radicate nel comportamento d'acquisto contemporaneo. Innanzitutto c'è la questione delle bollette energetiche. Una casa in classe A consuma fino al 90% di energia in meno rispetto a una in classe G. Tradotto: risparmi concreti ogni mese sul riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda.

Poi ci sono gli incentivi governativi. Il Superbonus 110% (ora in fase di conclusione) e i vari Ecobonus hanno abituato i cittadini all'idea che efficientare una casa è possibile e talvolta conveniente. Coloro che hanno beneficiato di queste agevolazioni hanno acquisito consapevolezza sul valore reale dell'isolamento termico e della moderna impiantistica.

Esiste inoltre una componente culturale. Sempre più acquirenti, specialmente under 40, considerano l'impronta ecologica della loro abitazione. Non è più visto come un lusso, ma come un aspetto di responsabilità verso il pianeta e la propria qualità della vita.

Non da ultimo: il credito ipotecario. Le banche sono più propense a finanziare acquisti di immobili ad alta efficienza energetica, talvolta offrendo tassi lievemente migliori. La classe energetica è entrata negli algoritmi di valutazione del rischio creditizio.

Il gap generazionale e le opportunità per chi vende

Marta Forcella, agente immobiliare con vent'anni di esperienza sul campo, osserva: "Ogni giorno mi trovo a spiegare a coppie over 55 perché la loro casa bella, solida e pagata ha un prezzo percepito dagli acquirenti giovani più basso di quanto si aspettassero. La risposta è la classe energetica. Non è cattiveria del mercato, è semplicemente una nuova realtà economica".

Chi possiede un'abitazione in classe D, E, F o G non deve disperare. Esistono percorsi concreti. Una ristrutturazione edilizia mirata può portare una proprietà da classe E a classe B o A, con investimenti che vanno dai 30.000 ai 80.000 euro a seconda delle condizioni iniziali e della metratura. Se il budget è limitato, anche interventi parziali—come il rifacimento della caldaia o l'installazione di pannelli solari termici—migliorano la classe di uno o due gradini, con investimenti fra 5.000 e 15.000 euro.

L'elemento fondamentale è che questi lavori non sono semplice costo: sono un valore aggiunto tangibile che si riflette nel prezzo di vendita. Spesso il ritorno dell'investimento avviene interamente nella maggior valutazione immobiliare.

Le previsioni per il prossimo biennio

Gli esperti di settore concordano su una tendenza: il divario di prezzo tra le classi energetiche continuerà ad ampliarsi. L'Unione Europea ha fissato obiettivi sempre più stringenti: a partire da gennaio 2027, i nuovi edifici dovranno essere a "emissioni zero". Questa normativa creerà pressione anche sul mercato secondario, spingendo ulteriormente al rialzo le valutazioni delle case già efficienti.

In parallelo, gli affitti per le abitazioni in classe A comandano già margini più alti. Uno studio recente su Roma mostra canoni di locazione del 12-18% superiori per le stesse metrature in classe A rispetto alla classe D. Per gli investitori che acquistano per locare, questo diventa un dato critico di profittabilità.

La lezione pratica è semplice: se state pensando di acquistare o vendere nel 2024, la classe energetica deve essere al centro dell'analisi. Non è un dettaglio tecnico relegato al certificatore; è un fattore economico primario che condiziona il valore reale di ogni transazione immobiliare.

Marta Forcella
Marta Forcella

Marta si è fatta le ossa lavorando per una mediazione immobiliare in provincia di Brescia, affrontando ogni giorno dubbi e perplessità di giovani coppie al primo acquisto, soprattutto riguardo gli attestati di prestazione energetica e le agevolazioni possibili sulle nuove abitazioni.