Agenziaimmobiliarecantu.itImmobili, investimenti e certificazioni energetiche

Chi paga la certificazione energetica in caso di vendita? L'accordo più vantaggioso

Ambra Giudicidi Ambra Giudici· 11/08/2026 10:26
Chi paga la certificazione energetica in caso di vendita? L'accordo più vantaggioso

La certificazione energetica rappresenta uno dei documenti più importanti nella compravendita immobiliare moderna. Si tratta di un'attestazione ufficiale che classifica l'efficienza energetica di un edificio secondo una scala standardizzata, dalla lettera A (massima efficienza) alla lettera G (minima efficienza). Ma quando si vende una proprietà, chi ha la responsabilità di pagare il costo di questa certificazione? La risposta non è sempre univoca e dipende da diversi fattori contrattuali e dalle normative vigenti.

La normativa sulla certificazione energetica in caso di vendita

In Italia, l'obbligo di possedere una certificazione energetica è stabilito dal Decreto Legislativo 192/2005, successivamente modificato dal Decreto 63/2013 e dalle linee guida del 2015. Secondo questa normativa, il venditore è responsabile della redazione e della consegna dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE) all'acquirente prima della firma dell'atto di vendita. Questo obbligo ricade quindi formalmente sul proprietario che cede l'immobile.

Tuttavia, la legge non specifica esplicitamente chi deve sostenere il costo della certificazione. Questo crea uno spazio di negoziazione tra le parti contraenti, dove l'accordo più vantaggioso dipende dalle circostanze specifiche della transazione.

L'APE deve essere redatto da un professionista abilitato, tecnico competente in acustica o certificatore energetico iscritto all'albo regionale. Il costo della certificazione varia generalmente tra 250 e 600 euro, a seconda della complessità dell'immobile, della sua metratura e della situazione energetica già nota.

I costi della certificazione energetica: chi li sostiene normalmente

Nella pratica commerciale, si sono consolidate diverse modalità di ripartizione del costo. La soluzione più frequente prevede che il venditore anticipi il costo della certificazione, considerandolo parte delle spese preliminari di vendita. In questo scenario, il proprietario incarica un professionista qualificato di redigere l'APE e sostiene direttamente la fattura.

Un'altra opzione, sempre più diffusa, prevede che le spese di certificazione energetica siano ripartite tra le parti, spesso secondo una suddivisione proporzionale o secondo accordi specifici negoziati durante la trattativa commerciale. Alcuni contratti di vendita prevedono esplicitamente una clause sulla ripartizione del costo.

In rari casi, l'acquirente si assume completamente il costo della certificazione. Questa soluzione viene adottata quando l'acquirente intende effettuare una verifica indipendente dell'efficienza energetica dell'immobile o quando il mercato locale presenta una maggiore debolezza della domanda rispetto all'offerta.

L'accordo più vantaggioso: strategie di negoziazione

Identificare l'accordo più vantaggioso richiede una valutazione attenta del contesto specifico della transazione. Per il venditore, la soluzione ideale consiste nel negoziare il trasferimento della responsabilità economica della certificazione all'acquirente, specialmente in mercati caratterizzati da elevata domanda immobiliare.

In questo scenario, il venditore fornisce comunque l'APE come richiesto dalla norma, ma include una clausola contrattuale che obbliga l'acquirente a rimborsare le spese sostenute. Questo approccio consente al venditore di mantenere il controllo sulla scelta del certificatore energetico, garantendo che il professionista scelto operi secondo standard elevati.

Per l'acquirente, la strategia più vantaggiosa prevede di negoziare una riduzione del prezzo di acquisto pari alle spese di certificazione che il venditore dovrà sostenere. In questa soluzione, il costo non scompare ma viene assorbito dal prezzo di negoziazione finale, rappresentando una forma di ripartizione indiretta.

Una terza opzione, particolarmente efficace in situazioni di stallo negoziale, consiste nell'inserire una clausola di ripartizione equa: il venditore sostiene il 50% della spesa di certificazione e l'acquirente il rimanente 50%. Questo accordo rappresenta un compromesso equilibrato che facilita la chiusura della transazione senza generare tensioni tra le parti.

Variabili che influenzano la ripartizione dei costi

Diversi fattori influenzano l'esito della negoziazione sul pagamento della certificazione energetica. La tempistica della trattativa rappresenta un elemento cruciale: in periodi di mercato favorevole al venditore, questi ultimi hanno maggiore potere di mercato e possono spesso trasferire le spese all'acquirente. Viceversa, in periodi di mercato favorevole all'acquirente, il venditore è incentivato ad assumere i costi per rendere l'affare più attraente.

Le caratteristiche dell'immobile influenzano direttamente il costo della certificazione. Un appartamento in condominio di medie dimensioni presenterà una certificazione meno costosa rispetto a una villa indipendente o a un edificio commerciale complesso. Quando il costo della certificazione è particolarmente elevato, vi è una maggiore tendenza a negoziare la ripartizione.

Lo stato energetico della proprietà riveste importanza strategica. Se l'immobile presenta un'efficienza energetica già nota come ottimale, il venditore avrà maggiore interesse a sostenere il costo della certificazione per valorizzare questa caratteristica positiva. Al contrario, se l'edificio presenta criticità energetiche, il venditore potrebbe preferire che l'acquirente assuma la responsabilità della certificazione.

La localizzazione geografica e le normative regionali generano variabilità. Alcune regioni hanno linee guida specifiche sulla responsabilità di certificazione, e in taluni casi comunali vengono applicati sconti o agevolazioni sulla certificazione energetica per edifici in specifici contesti territoriali.

Conclusioni pratiche per una negoziazione efficace

La certificazione energetica costituisce un obbligo legale inderogabile, ma il costo associato rimane un elemento contrattuale soggetto a negoziazione. Per ottenere l'accordo più vantaggioso, entrambe le parti devono considerare le dinamiche di mercato locali, le caratteristiche specifiche della proprietà e il contesto economico generale della transazione.

Il consiglio più importante consiste nel affrontare questo aspetto in modo esplicito durante le trattative, inserendo una clause precisa nel contratto preliminare che definisca chiaramente chi sostiene il costo della certificazione energetica. Evitare di lasciare questa questione priva di regolamentazione contrattuale previene successivi contenziosi e facilita una chiusura rapida della transazione.

Ambra Giudici
Ambra Giudici

Ambra ha vissuto l’esperienza di acquistare e ristrutturare da zero un piccolo appartamento in condominio a Milano. Questa avventura personale l’ha resa appassionata di bioedilizia e risparmio energetico e oggi racconta in modo pratico come funziona la certificazione energetica per i neofiti del settore.