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Obblighi informativi sulle prestazioni energetiche negli annunci: come rispettarli senza errori

Neri Bassolidi Neri Bassoli· 20/08/2026 14:39
Obblighi informativi sulle prestazioni energetiche negli annunci: come rispettarli senza errori

Quando pubblichi un annuncio immobiliare, le prestazioni energetiche non sono un orpello: sono informazioni-chiave che guidano le scelte e tengono al riparo da sanzioni. Da ex titolare di impresa edile passato alla consulenza, l’ho visto mille volte: basta una riga sbagliata per trasformare una trattativa in un problema. Qui ti spiego, con parole semplici, cosa devi scrivere e come farlo senza errori.

Perché le prestazioni energetiche vanno in evidenza

L’efficienza energetica pesa sulle bollette e sul comfort. Non è più solo un tema “da tecnici”: chi compra o affitta vuole sapere se in inverno avrà una casa calda senza sprechi e in estate non dovrà combattere con il caldo.

La base giuridica non nasce ieri. L’Europa ha tracciato la rotta con la Direttiva 2010/31/UE, poi recepita in Italia. Tradotto: negli annunci di vendita e locazione devi indicare in modo chiaro alcuni dati dell’immobile. Non è una cortesia, è un obbligo.

Cosa devi indicare, in concreto

Gli elementi irrinunciabili sono pochi ma precisi. Pensa a loro come alla “carta d’identità energetica” che accompagna ogni annuncio.

  • Classe energetica dell’unità immobiliare (da A4 a G).
  • Indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren), con unità di misura “kWh/m² anno” per gli usi residenziali. Per altre destinazioni d’uso valgono formati diversi, ma la logica è la stessa: quanti kWh servono in un anno per metro quadrato.

Queste informazioni provengono dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Non basta scrivere “efficiente” o “ristrutturata”. Serve il dato tecnico, espresso come appare nell’attestato.

Attenzione alle scorciatoie: formule tipo “classe in definizione”, “APE in corso” o “prestazioni su richiesta” non sono considerate conformi, perché l’annuncio deve essere completo sin dalla pubblicazione.

Esempi pratici:

Corretto: “Classe energetica C — EPgl,nren 88,4 kWh/m² anno”.
Non conforme: “Classe energetica in fase di definizione”.

Non ti è richiesto di pubblicare il numero identificativo o la data dell’APE nell’annuncio; basta che i dati di classe ed EPgl,nren siano coerenti con l’attestato in tuo possesso e facilmente leggibili.

Dove e come inserirlo: portali, vetrine, social

Le regole non cambiano in base al canale: ciò che vale per il cartaceo vale per il digitale. Cambia solo il “come” lo rendi visibile.

  • Portali immobiliari: inserisci classe ed EPgl,nren tra le prime informazioni dell’annuncio, preferibilmente sopra la descrizione. Evita che restino nascosti in una sezione espandibile.
  • Sito dell’agenzia: ripeti i dati anche nelle pagine di lista (card dell’immobile), non solo nella scheda dettagliata. È come il prezzo: se il lettore deve scavare per trovarlo, è un problema.
  • Vetrine e cartelli: usa un corpo testo simile a quello del prezzo. Se “€ 189.000” si legge bene, anche “Classe C — EPgl,nren 88,4 kWh/m² anno” deve leggersi alla stessa distanza.
  • Social e video: metti i dati nel testo del post e ripetili nel video o nella prima grafica. Su Instagram, ad esempio, includili nell’immagine di copertina del carosello, oltre che nella caption.
  • Stampa e volantini: stessa regola della vetrina. Evita sigle inventate o tagli del dato (“EPgl 88,4” senza unità). L’unità “kWh/m² anno” è parte dell’informazione.

Piccolo trucco da cantiere: prepara un frammento di testo standard con classe ed EPgl,nren; lo incolli ovunque senza riscriverlo ogni volta. Meno si riscrive, meno si sbaglia.

Eccezioni: quando puoi scrivere “esente APE”

Non tutti gli edifici sono soggetti all’attestato. Ci sono categorie che, per legge, possono essere esentate. Ma l’esenzione non si “autocertifica” a sentimento: serve che l’immobile rientri davvero nei casi previsti.

  • Unità prive di impianti fissi di climatizzazione invernale e estiva, non riscaldate neppure indirettamente.
  • Edifici industriali e artigianali riscaldati solo per esigenze del processo produttivo.
  • Edifici isolati con superficie utile totale limitata (tipicamente piccoli fabbricati indipendenti) secondo le soglie normative vigenti.
  • Luoghi di culto e alcuni immobili temporanei.

Se l’immobile è esente, indicalo chiaramente nell’annuncio con la formula “Esente APE per categoria di legge” e, in descrizione, specifica il motivo in poche parole (ad esempio: “privo di impianto fisso di riscaldamento”). In caso di dubbio, meglio far redigere l’APE o far verificare la situazione da un tecnico abilitato: un controllo in più costa meno di una sanzione.

Sanzioni e responsabilità: chi paga se manca qualcosa

La mancanza o l’errata indicazione delle prestazioni energetiche negli annunci può comportare sanzioni amministrative. Gli importi e le procedure sono definiti dalla normativa nazionale e attuati dalle Regioni/Province autonome; in via generale, per annunci non conformi le multe possono essere significative e ricadere sia sul proprietario sia sull’intermediario.

Come funziona nella pratica? Spesso i controlli scattano a seguito di segnalazioni o verifiche a campione. Per questo ti conviene tenere agli atti (anche in digitale) copia dell’APE e uno screenshot di ogni annuncio pubblicato. È come conservare le fatture di cantiere: quando serve, ti salvano.

Ricorda inoltre che, al momento del rogito o della firma del contratto di locazione, l’APE deve essere consegnato alle parti e, nei casi previsti, allegato o richiamato. Annuncio conforme oggi, pratica liscia domani.

Nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti: cosa scrivere

Per i cantieri in corso capita di vedere annunci con “classe prevista A4”. Si può fare? Sì, ma con prudenza: specifica che il dato è “da progetto” e che l’APE definitivo sarà disponibile a fine lavori. Evita però di omettere completamente la prestazione energetica quando il progetto la definisce chiaramente. Stai comunicando una stima qualificata, non una promessa vaga.

Se stai ristrutturando per migliorare la classe (magari sfruttando incentivi), aggiorna l’annuncio solo dopo avere in mano l’APE post-intervento. Funziona come quando misuri un pavimento: prima prendi la misura vera, poi ordini le piastrelle.

Checklist operativa “anti-errore”

  • Recupera l’APE e verifica che sia valido e riferito all’unità corretta.
  • Annota esattamente “Classe” ed “EPgl,nren kWh/m² anno” come riportati sull’attestato.
  • Prepara un blocco di testo standard da riusare su tutti i canali.
  • Sui portali, posiziona i dati energetici tra le informazioni principali.
  • Su vetrine e cartelli, usa un carattere leggibile quanto il prezzo.
  • Per i social, ripeti i dati nel testo e nella grafica/cover.
  • Se ritieni l’immobile esente, verifica l’inquadramento normativo e scrivi “Esente APE” con motivazione sintetica.
  • Archivia copia APE e screenshot degli annunci pubblicati.
  • Prevedi un controllo finale: una seconda occhiata evita refusi costosi.

Modelli rapidi di testo

Puoi copiarli e adattarli all’immobile, sostituendo solo i numeri.

Vendita — “Classe energetica C — EPgl,nren 88,4 kWh/m² anno”.
Locazione — “Classe energetica D — EPgl,nren 112,0 kWh/m² anno”.
Nuova costruzione (dato di progetto) — “Classe energetica prevista A4 da progetto — EPgl,nren 28,0 kWh/m² anno. APE definitivo a fine lavori”.

Un ultimo consiglio da chi ha passato anni tra cappotti termici e caldaie: trattare l’informazione energetica con la stessa serietà del prezzo e della metratura ti fa vendere meglio e dormire tranquillo. Se comunichi bene oggi, domani non dovrai rincorrere rettifiche o scuse. E il cliente, quando vedrà le bollette, ti dirà grazie.

Neri Bassoli
Neri Bassoli

Ex titolare di una piccola impresa di ristrutturazioni, Neri si è reinventato consulente per chi vuole sfruttare le detrazioni fiscali migliorando la classe energetica delle proprie abitazioni. La sua lunga carriera gli ha insegnato come arginare i problemi più comuni nella documentazione energetica.